milizia della lega
La difesa dei lavoratori non passa dal fascismo!
Leggiamo preoccupati sul sito della Lega dei Ticinesi frasi del tipo: "Per difendere i lavoratori ticinesi: non arrivano gli ispettori? Allora provvederemo noi!!!". Ciò indica una volontà profondamente anti-sindacale di mettere in concorrenza fra loro i lavoratori favorendo così il padronato e di creare una "Milizia della Lega" definita addirittura come "formazione para-militare".
Chiediamo alle autorità che la minaccia di creare tale organizzazione "para-militare" sia presa sul serio, tenuta sotto controllo e non appena ve ne sono gli estremi perseguita penalmente. Siamo preoccupati dal crescere della violenza di stampo squadrista che ci ricorda periodi bui della storia della vicina Penisola.
Il problema del dumping salariale non va affrontato scatenando una "guerra fra poveri" (cioè i lavoratori), ma agendo a livello legislativo, elaborando contratti collettivi vincolanti e aumentano gli ispettori del lavoro affinché i veri responsabili del dumping, i padroni, non ne possano più approfittare: non si deve mettere in concorrenza i lavoratori, bensì opporli uniti ai loro datori di lavoro.
Comitato Centrale del Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA).
Nel luglio 1944 Mussolini decise di militarizzare il Partito fascista repubblicano. Tutti gli iscritti dovevano arruolarsi nelle Brigate nere, nuovo corpo armato che andava ad affiancarsi all'Esercito, alla Guardia nazionale repubblicana (che aveva compiti di polizia e ordine pubblico) e ai corpi paramilitari (SS italiane, X Mas, ecc.).
Le Brigate nere furono le principali responsabili del clima di terrore e di violenza che caratterizzò l'ultimo anno di guerra nel nord Italia. Come sottolineato dal teschio disegnato sulla bandiera nera, i fascisti avevano il culto della morte, che veniva elevata a simbolo. L'azione armata non era un mezzo, duro e necessario in una guerra, ma arrivava a costituire il fine stesso di un'esistenza e di una pratica militare totalmente votate alla violenza più selvaggia e indiscriminata.
Ottobre 1944, formato 70x100. Archivio Istituto storico di Modena
Fonte: brianzapopolare.it

